Siamo nell’era dell’innovazione, della connessione, della tecnologia e dal 2020 daremo il benvenuto alla “Rivoluzione senza fili”. Di cosa si tratta? A partire da quell’anno, verrà lanciato ufficialmente nel mercato italiano l’attesissimo 5G (rete di quinta generazione) che con l’utilizzo delle cosiddette “Smart Cell” posizionate in maniera capillare garantirà un notevole grado di copertura ad alta velocità e bassa latenza. Mentre, infatti, con il 4G non è possibile avere “tutto connesso con tutto” per ovvi limiti tecnici, la rete di quinta generazione punta alla creazione di un unico sistema nervoso globale in cui tutti siano connessi all’interno di una stessa rete. Le potenzialità di questa nuova tecnologia sono tante e non riguardano solo l’efficienza della comunicazione o la durata della batteria ma comportano un vero e proprio salto di qualità: eliminando l’ADSL e preferendo un semplice modem 5G alla fibra, potranno avere vita progetti come le “Smart City”, le “Smart Home” (con gestione degli elettrodomestici da remoto tramite un unico dispositivo), “Internet of Things” e le auto connesse con guida autonoma; per non parlare, poi, della comodità di lavorare ovunque con un semplice cellulare o laptop e della facilità con cui guardare un film in streaming o scaricare un documento. Alcuni dicono che LTE resterà la tecnologia dominante fino al 2031 per lasciare il tempo alla rete di quinta generazione di potenziarsi, altri invece prevedono che entro il 2025 il 5G coinvolga il 25% del mercato cinese, il 31% di quello europeo e addirittura il 45% di quello statunitense; confermano speranze e fiducia le stime Qualcomm dal momento che il valore d’affari intorno al 5G è stato calcolato che raggiungerà 12,3 trilioni di dollari entro il 2025. La “Networked Society” è pronta a nascere e a superare ogni limite… E come “una mente che riesce ad allagarsi non tonerà mai alla dimensione precedente” (A. Einstein), allo stesso modo basterà provare una sola volta il 5G per non voler più tornare indietro. L’uomo è nato per progredire, non per rimanere fermo.

di Ludovica Violato